Home News News Confcommercio: «La regolamentazione delle aperture festive sia una proposta seria delle forze politiche e non una boutade elettorale»

Confcommercio: «La regolamentazione delle aperture festive sia una proposta seria delle forze politiche e non una boutade elettorale»

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«Ci fa piacere che ciclicamente le forze politiche si ricordino di una legge ferma ormai da due anni in Senato sulle aperture festive»: Donatella Prampolini Manzini, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia, apre così una riflessione sulla proposta lanciata da Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle su Facebook.

«Come abbiamo detto in più occasioni –spiega Prampolini Manzini- Confcommercio è a favore della pluralità distributiva che si persegue anche mettendo tutti in condizione di rimanere sul mercato. Mentre è fuori discussione, invece, che l’attuale deregolamentazione favorisca solo le grandi strutture che sono in grado attraverso la rotazione del personale di garantire trecentosessantacinque giorni l’anno di apertura».

«Oltre alla questione di carattere economico –continua il presidente di Confcommercio Reggio Emilia- vi è una non trascurabile questione morale, sollevata anche dal Santo Padre recentemente. La conciliazione dei tempi di vita e lavoro e la cura della famiglia e degli affetti possono essere perseguite anche attraverso una normativa che tenga in considerazione sia i bisogni dei consumatori che quelli di imprenditori e dipendenti».

«A chi dice che non è obbligatorio tenere sempre aperto –aggiunge Prampolini Manzini- rispondiamo che se qualcuno pensa che il mercato si autoregolamenti in maniera efficace vive di pura illusione. Gli accordi volontari penalizzeranno sempre i piccoli imprenditori a favore di chi ha la struttura per sfruttare ogni apertura».

«Pertanto –conclude Prampolini Manzini- se le forze politiche finalmente decidessero di raccogliere l’appello che reiteriamo inascoltati ormai da anni ben vengano. Quello che non vorremmo è che si dimostrasse l’ennesima boutade elettorale per portare a casa voti illudendo persone che hanno già sofferto abbondantemente per una crisi senza precedenti».