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Al via sabato 5 gennaio le vendite di fine stagione

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In Italia interessano oltre 15 milioni di famiglie, muovono in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa pro capite di circa 140 euro: sono questi, secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali.

«Saranno saldi in linea con quelli dello scorso anno –commenta Giovanni Pergreffi, Presidente di Federazione Moda Italia Reggio Emilia, la federazione dei negozi di abbigliamento, calzature e accessori di Confcommercio-Imprese per l’Italia–, ma offriranno l’opportunità di risvegliare i consumi, essendosi chiuso il 2018 con molte preoccupazioni per i commercianti, che si vedono schiacciati da consumi che non decollano, concorrenza sleale del “wild” web, costi incomprimibili e tasse sempre più pesanti».

Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, a livello nazionale, ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2019, spenderà 325 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature e accessori.

«I clienti –prosegue Giovanni Pergreffi– potranno trovare vere occasioni nei nostri negozi, all’insegna della trasparenza del rapporto qualità/prezzo e della fiducia, con la professionalità e il servizio che da sempre contraddistinguono il commercio di prossimità. Ci sono buone aspettative da parte dei commercianti».

«A questo punto –conclude Giovanni Pergreffi- vorremmo rilanciare anche a Reggio Emilia una proposta: chiudere una domenica al mese i centri commerciali in alternanza coi negozi di vicinato. Porterebbe una boccata d’ossigeno agli addetti, ai centri storici e ai borghi che rischiano sempre di più la desertificazione. Credo, come tanti colleghi, che col buonsenso un compromesso coi centri commerciali si possa trovare».

 

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, FEDERAZIONE MODA ITALIA ricorda alcuni principi di base:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.