Home News CONFCOMMERCIO REGGIO EMILIA Albergatori Confcommercio: le priorità sul marketing territoriale

Albergatori Confcommercio: le priorità sul marketing territoriale

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Lo scorso 18 gennaio l’Amministrazione Provinciale ha presentato un’interessante analisi sul marketing territoriale di Reggio Emilia. Ora, occorre passare alla pianificazione e all’azione: scegliere il percorso strategico (“turistico” o “business”, stando alle definizioni date dagli esperti) che si vuole percorrere prioritariamente, valorizzare le risorse, lavorare sul target.

Su gran parte dei valori e delle potenzialità per il turismo espresse al convegno Confcommercio sta puntando fin dal 1998, anno in cui la Regione ha emanato la Legge 7 su “Organizzazione turistica regionale - Interventi per la promozione e commercializzazione turistica”. In tutti questi anni, attraverso il Club di Prodotto Reggio Tricolore, Confcommercio, con grandi sforzi, ha contribuito a portare nel mondo un po’ di quell’immagine di una Reggio civile e a misura d’uomo, delle cose belle e buone del territorio, dell’eccellenza nell’economia e nelle imprese. Con grandi sforzi, però: la Legge 7 è, sì, capace di stimolare un approccio dinamico al turismo, ma ha il difetto di essere stata pensata ad uso e consumo della Costa romagnola, il cui turismo, bene o male, commina con le proprie gambe. Una situazione che rende indispensabile una sensibilità particolare delle nostre amministrazioni locali e un loro impegno diretto per sostenere l’attività dei Club di Prodotto, come già avviene nelle provincie vicine con risultati interessanti, mentre nel reggiano, da qualche anno, si sta segnando il passo.

Scelte scellerate il nostro turismo già ne ha subite tante a tutti i livelli. Come quella di consentire un aumento forsennato della ricettività che, a fronte di variazioni reali risibili, se non negative, del movimento turistico, ha portato in dieci anni al raddoppio della nostra offerta. Qualcuno obietterà che i dati ufficiali sul movimento turistico forniscono indicazioni diverse: su questo aspetto, lo vogliamo puntualizzare, il confronto è piuttosto aspro e i risultati delle imprese danno segnali assai diversi da quelli che qualche amministratore, a nostro parere con troppa leggerezza, non perde occasione di snocciolare. E non dimentichiamoci che il Governo vorrebbe metterci il carico da novanta, la tassa di soggiorno: un’ipotesi vessatoria per i consumatori, una tentazione alla quale i nostri amministratori locali dovranno saper resistere.

La qualità della vita e del territorio, la focalizzazione su progetti che i privati giudichino interessanti, un uso razionale delle risorse economiche, sono a nostro parere i punti dai quali partire. Qualità della vita e del territorio significa tutelare e valorizzare il paesaggio, salvaguardare i centri storici dal degrado, combattere gli scempi urbanistici e gli ecomostri, curare ciò che trasmette l’identità dei luoghi e di chi li abita. Occorre, poi, razionalizzare i progetti puntando su quelli capaci di coinvolgere i privati perché li giudicano interessanti o perché essi stessi li propongono (Della Valle insegna…). Infine le risorse economiche. Sono scarse? Si faccia allora una moratoria di sei mesi su sagre ed eventi varii per avere le risorse necessarie per un piano su un’area più vasta del proprio cortile. V’è troppa frammentazione di soggetti e risorse: occorre un coordinamento unitario, un’interfaccia unica per tutti i soggetti pubblici e privati che si occupano di turismo, promozione, cultura ed eventi.

Confcommercio da tanti anni lavora con impegno e convinzione, con gli ovvii limiti di competenza e risorse, sulle linee strategiche emerse in occasione del pur interessante convegno del 18 gennaio. Siamo dunque disponibili a impegnarci ancor più a fondo a fianco dell’Amministrazione Provinciale: al suo interno, però, siano individuate le risorse e le figure di riferimento adeguate.

E, per carità, si passi in tempi brevi dalle linee strategiche ai progetti concreti.