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Buoni pasto: nè buoni, nè pasto - Audizione a Roma

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Buoni pasto, audizione a Roma presso l’Autority per i contratti pubblici con la presidente di Confcommercio Reggio: “Occorrono maggior trasparenza ed equità”.

Donatella Prampolini Manzini, presidente di Confcommercio Reggio Emilia, ha partecipato ieri (9 febbraio), a Roma, a un’audizione presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (Avcp) per la vexata quaestio dei buoni pasto.

“Nonostante le modifiche apportate alla normativa vigente in materia, anche per effetto delle pressioni esercitate da Confcommercio”, spiega Donatella Prampolini Manzini, “i buoni pasto continuano ad essere una spina nel fianco per gli operatori commerciali e, in particolare, per bar e ristoranti. La percentuale media delle commissioni richieste dalle società che emettono i buoni è cresciuta in tre anni da un 7% medio a oltre il 9%, con punte che arrivano fino al 10% e più qualora l’esercente si azzardi a chiedere il rimborso del ticket prima di un mese. I termini di rimborso, per altro, si attestano mediamente sui tre mesi”.

“Si comincia a registrare anche una crescente disaffezione da parte degli stessi clienti –continua la presidente Prampolini Manzini- che tendono ormai a utilizzare i buoni più come strumento di pagamento, ad esempio per la spesa al supermercato, che per la loro funzione originale di sostituire il servizio mensa”.

“L’interesse mostrato dall’Avcp –aggiunge Alessandro Grande, vicedirettore provinciale di Confcommercio Reggio Emilia e segretario provinciale Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi- sembra preludere, da un lato, all’assunzione di nuovi e più restrittivi indirizzi riguardo ai criteri di assegnazione degli appalti premiando, tra quelle che emettono i buoni, le imprese con maggior solidità economico-finanziaria e, dall’altro, a un regime contrattuale più trasparente con le imprese commerciali e i pubblici esercizi. Non dimentichiamo che gli appalti della Pubblica Amministrazione valgono più della metà del mercato dei buoni pasto, un mercato di 2,5 miliardi di euro che coinvolge 2,4 milioni di lavoratori”.

Confcommercio ha richiesto, in sede di audizione, che l’Autority si impegni a nominare un soggetto terzo atto ad effettuare i controlli, in quanto lo stesso apparato pubblico è il maggior beneficiario dei servizi di Buoni Pasto. Inoltre, si è ribadito l’auspicio di modifiche normative che eliminino all’origine il problema legato alla possibilità, da parte delle società emettitrici, di proporre valori d’asta inferiori al valore nominale del buono stesso. Da questa anomalia, infatti, discendono tutte le storture del mercato che oggi portano gli esercenti a sobbarcarsi costi legati alla gestione dello strumento buono pasto (commissioni, ritardo dei pagamenti, mancata redemption dei buoni, servizi aggiuntivi) che possono arrivare anche al 15-16% del buon stesso.