Home News CONFCOMMERCIO REGGIO EMILIA Nuovo centro commerciale a Novellara: nessuna condivisione

Nuovo centro commerciale a Novellara: nessuna condivisione

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Il Direttore della Delegazione Confcommercio di Guastalla, Anna Simonazzi, e il Segretario di zona Confesercenti, Paola Cantoni, intervengono con decisione sul progetto di un nuovo centro commerciale a Novellara.

“Duole dover ritornare sull’argomento –scrivono le due associazioni all’Assessore Barbara Cantarelli e al Sindaco Raul Daoli-, ma diventa doveroso dopo la pubblicazione di un articolo sul quotidiano online “Reggio 2000” del 30 giugno scorso, titolato ‘Valorizzazione commerciale, il Comune procede nei lavori’, in cui viene ufficialmente annunciato il progetto di un nuovo centro commerciale. Per quanto ci riguarda, non esiste la minima condivisione, come asserito invece nell’articolo, non solo sull’opportunità di realizzare un nuovo centro commerciale a Novellara, sarebbe il terzo, ma neanche sul metodo di confronto, sebbene mai come in questa circostanza il termine confronto suoni beffardo, con il commercio e le sue rappresentanze istituzionali".

"Da tempo coltiviamo la speranza che sia definitivamente trascorsa la stagione delle decisioni assunte nelle segrete stanze del ‘Palazzo’, dei vuoti rituali della finta democrazia partecipata dove si inizia a discutere solo a giochi fatti. Evidentemente, siamo noi a sbagliare. I nostri ripetuti inviti a confrontarsi con la cittadinanza e gli operatori del settore sull’utilità di questo progetto sono caduti nel vuoto; si aspetta forse la conclusione dei lavori per chiedere un loro parere? Allo stato attuale, a prezzo di continue, estenuanti, sollecitazioni possediamo soltanto poche, scarne, e incomplete informazioni sulla reale consistenza dell’intervento: nessun supporto documentale, ma soltanto cifre recitate oralmente, disegni tanto accattivanti quanto sommari che nulla dicono in termini di impatto commerciale sul nostro territorio e sui comuni di cintura".

"A poco servono le vostre ripetute assicurazioni di investire, come contropartita, nella valorizzazione del centro storico; quando un centro città è morto, è morto anche se il funerale è di prima classe. E questo è quanto. Costruite pure l’ennesima cattedrale nel deserto –concludono le due associazioni-, i commercianti del centro storico sapranno chi ringraziare”.