Home News CONFCOMMERCIO REGGIO EMILIA No alla tassa di soggiorno – Lombardini (Federalberghi): “Colpisce cittadini e imprese e deprime i consumi sul territorio”

No alla tassa di soggiorno – Lombardini (Federalberghi): “Colpisce cittadini e imprese e deprime i consumi sul territorio”

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“Reggio Emilia dice no alla tassa di soggiorno”: lo afferma perentoria Francesca Lombardini, presidente di Federalberghi-Associazione provinciale albergatori di Confcommercio Reggio Emilia, aderendo alla manifestazione contro la sua introduzione che si svolgerà lunedì 14 novembre a Riccione (ore 16.30, Piazza Matteotti) alla quale invita tutti gli operatori a partecipare.

“Una tassa del genere –spiega Francesca Lombardini- servirebbe solo a ripianare le casse delle Pubbliche Amministrazioni a scapito dei cittadini e delle imprese le quali, senza alcun piano strategico di rilancio dell’immagine turistica e senza alcun intervento di sostegno, dovrebbero subire supinamente un aggravio del tutto privo di logica finalizzata al settore”.

“Si tratta peraltro –aggiunge la presidente degli albergatori reggiani- di una tassa che colpirebbe unicamente le imprese ricettive, sostituto di imposta al quale i comuni chiederebbero di esigere dai loro ospiti il tributo”.

“Molti sindaci hanno già pubblicamente espresso la propria volontà di non applicare l’imposta –prosegue la presidente Francesca Lombardini- consapevoli che la sua introduzione ridurrebbe la competitività delle imprese sui mercati, vanificando gli sforzi che vengono profusi per l’affermazione dell’economia turistica del territorio. L’inevitabile applicazione a macchia di leopardo e con importi diversi tra località diverse, inoltre, creerebbe una concorrenza all’interno del territorio non solo nazionale, ma regionale e provinciale, tra comune e comune. E dev’essere sottolineato che i cali previsti si rifletteranno su tutta la filiera del settore: le spese dei turisti, infatti, non riguardano solo il ricettivo”.

“Lo ribadiamo”, conclude Francesca Lombardini: “la tassa di soggiorno colpisce innanzitutto i cittadini, già gravati oltremodo dal fisco, che per lavoro, studio, necessità o turismo dovessero pernottare in un comune che la applicasse. Le strutture ricettive lo sarebbero di conseguenza, e con loro l’intero indotto sul quale la spesa dei turisti si spalma (negozi, pubblici esercizi, istituzioni culturali, ecc.). Le economie locali e il turismo necessitano di misure idonee a rivitalizzarli, non a deprimerli”.