Home News CONFCOMMERCIO REGGIO EMILIA Confcommercio boccia il nuovo accordo sulla qualità dell’aria

Confcommercio boccia il nuovo accordo sulla qualità dell’aria

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«Siamo contro un provvedimento profondamente iniquo e dannoso –dichiara Donatella Prampolini Manzini, presidente di Confcommercio Reggio Emilia- che distorce la concorrenza, ostacola l’accessibilità alle nostre città e penalizza le imprese di commercio, turismo e servizi dei centri storici a favore delle grandi strutture commerciali periferiche ed extraurbane, vere generatrici del traffico.»

«Da dieci anni a questa parte –prosegue Donatella Prampolini Manzini– Confcommercio ha sempre messo a disposizione della Pubblica Amministrazione il proprio impegno per la definizione di iniziative efficaci per il contenimento dell’inquinamento atmosferico, che rispettassero le attività e il lavoro degli operatori dei centri storici. Con l’approvazione in Regione del nuovo Accordo per la qualità dell’aria si fa un ulteriore passo indietro rispetto alla necessità di rilanciare il valore delle nostre città, senza alcuna attenzione alle richieste e alle proposte del mondo del terziario, a partire dalla necessità di mettere in atto politiche strutturali vere ed efficaci, dai parcheggi agli incentivi per veicoli a basso impatto ambientale, e a progetti innovativi di mobilità sostenibile.»

Il testo del nuovo Accordo per la Qualità dell’aria sottoscritto in Regione è fortemente peggiorativo rispetto ai precedenti: partenza dei blocchi totali del traffico già dal primo ottobre; pesante inasprimento delle misure, a partire dall’estensione del blocco del giovedì anche alla prima domenica del mese, con la possibilità di chiusura anche nelle restanti domeniche.

«Siamo stufi e umiliati –conclude la presidente Prampolini Manzini– dalla mancanza di una reale concertazione su un atto di così grande rilevanza per la vita di imprese e cittadini, e per l’attrattività delle nostre città. Anche la sospensione delle misure per il mese di dicembre non è che un palliativo, che non alleggerisce la gravità degli effetti del provvedimento su consumi e ripresa.»