Home News CONFCOMMERCIO REGGIO EMILIA Recessione consumi a Reggio come in Italia

Recessione consumi a Reggio come in Italia

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L'Indicatore nazionale dei Consumi Confcommercio indica che anche il 2013 sarà un anno particolarmente difficile per l'economia italiana. Calano i consumi anche a Reggio per il quinto anno consecutivo.

L'indicatore nazionale dei Consumi Confcommercio (ICC) registra a gennaio 2013, una diminuzione del 2,4% in termini tendenziali e una flessione dello 0,9% rispetto a dicembre. Le prime informazioni congiunturali relative all'inizio del 2013 mostrano, con una certa chiarezza, che non si può escludere un ulteriore peggioramento, confermando l'impressione che anche il 2013 sarà un anno particolarmente difficile per l'economia italiana. Il protrarsi della crisi economica sta rendendo sempre più critica la situazione del mercato del lavoro nazionale. A gennaio 2013 si sono persi, rispetto a dicembre, 97mila posti di lavoro (da luglio la riduzione supera le 300mila unità) ed il numero di disoccupati è aumentato di 110mila unità (in un anno i senza lavoro sono cresciuti di quasi un milione). Queste dinamiche hanno portato il tasso di disoccupazione all'11,7%.

Non vanno meglio le cose nella nostra provincia. Il 2012 si chiude con una variazione media delle vendite rispetto all’anno precedente negativa (pari al -7,6%), continuando una serie negativa ininterrotta dal 2008. La disoccupazione, che nel reggiano si è impennata al 5% nel 2009, continua a tenersi su livelli di 2 o 3 punti superiori rispetto al periodo precrisi, chiudendo il 2012 al 4.8%.

«Alla luce di questi dati –commenta Donatella Prampolini Manzini, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia Reggio Emilia- ci sembra più che opportuno riaprire il tema delle aperture domenicali e festive. L'aumento dei fatturati, come presumibile, non c'è stato e perseverare nella divisione di una torta sempre più misera in più giorni e con costi sempre maggiori, anche volendo fare una valutazione esclusivamente di tipo economico, non trova nessuna motivazione logica.»

«Ci auguriamo inoltre –aggiunge infine la presidente Prampolini Manzini- che le Amministrazioni Pubbliche leggano molto attentamente questi dati, prendendo finalmente consapevolezza del fatto che ulteriori nuove aperture di grandi strutture di vendita decreterebbero l'implosione del nostro tessuto commerciale