Home News CONFCOMMERCIO REGGIO EMILIA Rete Imprese Italia risponde alle richieste dei sindacati di aumentare l'IMU sui capannoni

Rete Imprese Italia risponde alle richieste dei sindacati di aumentare l'IMU sui capannoni

E-mail Stampa PDF

"Tares e adeguamenti catastali hanno già determinato incrementi a due cifre sugli immobili produttivi. Ce n'è abbastanza senza che il Comune ne aggiunga del suo."

Grande scalpore hanno destato le dichiarazioni dei sindacati Cgil, Cisl e Uil dopo la bocciatura del bilancio di previsione 2013 del Comune di Reggio Emilia, chiedendo tra le altre cose di aumentare di un punto percentuale l'IMU sui capannoni.

Immediata la risposta da parte delle associazioni di categoria provinciali, CNA, Confcommercio, Lapam Confartigianato e Confesercenti, riunite sotto Rete Imprese Italia.

Erio Luigi Munari, presidente provinciale di Lapam Confartigianato, sottolinea che "anche le nostre associazioni hanno avuto un confronto a più riprese con il Comune, e nemmeno a noi piace il bilancio proposto, perché prevede una miscela di tagli ma anche una buona dose di leva fiscale che non farebbe che peggiorare la situazione già critica delle imprese. Siamo d'accordo, come hanno detto i sindacati, sulla rimodulazione dell'Irpef, per far pagare di più chi ha redditi più alti, ma aumentare l'IMU per le imprese porterebbe molti imprenditori al tracollo finale. Proprio ieri abbiamo avuto conferma, direttamente dal Ministro dello Sviluppo Economico Zanonato, intervenuto all'Assemblea Nazionale di Confartigianato, dell'impegno del Governo di rivedere entro settembre l'ingiusta tassazione IMU sui capannoni produttivi".

Dello stesso avviso Tristano Mussini, presidente provinciale CNA, che rincara la dose ribadendo la forte preoccupazione e le gravi ripercussioni che quanto suggerito dai sindacati avrebbe sulle piccole e medie imprese. "Forse i sindacati chiedendo la tassazione massima sui patrimoni, dimenticano – sostiene Mussini – quello che noi di CNA da anni diciamo con forza, e cioè che i capannoni sono la 'prima casa' degli imprenditori. Se tutte le imprese chiudono, strozzate dagli aumenti della tassazione già previsti a livello nazionale dell’8,3%, chi darà lavoro agli italiani? Come si combatterà la disoccupazione?".

Dario Domenichini, presidente provinciale di Confesercenti, si sofferma sull'invocazione del patto sociale affermando che "quando si parla di patto sociale nel lavoro, vi rientrano a pieno titolo anche gli imprenditori ed esercenti, non solo i lavoratori.
Senza imprese non c'è lavoro, e questo è un problema che riguarda tutti e che dovremmo cercare di risolvere coinvolgendo tutte le parti sociali. Anche le imprese hanno bisogno di misure che le aiutino a non soccombere e a dare lavoro ai propri dipendenti".

La presidente di Confcommercio Donatella Prampolini Manzini ricorda inoltre che "i capannoni non sono solo quelli degli industriali ma riguardano anche i piccoli operatori commerciali. E in questo senso il Comune non aumentando l'IMU è coerente con la discussione che il Governo sta portando avanti in questi giorni prima di una decisione definitiva che interesserà sia l'IMU che la Tares: imposte che se non sostanzialmente modificate graveranno non poco sui bilanci precari dei commercianti. Quindi prima di 'sparare a zero' sugli imprenditori e chiedere loro ulteriori sacrifici che non possono permettersi, sarebbe bene confrontarsi e cercare le soluzioni migliori per tutti non solo per una parte di cittadini".