Home News CONFCOMMERCIO REGGIO EMILIA Consumi e spese natalizie:lieve crescita ma le famiglie restano prudenti

Consumi e spese natalizie:lieve crescita ma le famiglie restano prudenti

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CONFCOMMERCIO HA PRESENTATO I RISULTATI MENSILI DELL’INDICATORE DEI CONSUMI E LE PREVISIONI DI NATALE. LE FAMIGLIE ITALIANE SPENDERANNO A NATALE LO 0,6 PER CENTO IN PIÙ RISPETTO AL 2008. A OTTOBRE I CONSUMI AUMENTANO DELLO 0,4 PER CENTO SU BASE ANNUA
Tra regali, viaggi, cenoni e festeggiamenti le famiglie italiane spenderanno per il Natale oltre 31 miliardi di euro, lo 0,6% in più rispetto ai 30,8 miliardi di euro spesi nel 2008. In sostanza ogni famiglia italiana spenderà a Natale 1.270 euro, praticamente 15 euro in più rispetto al Natale dello scorso anno senza considerare l’inflazione. A crescere, però, saranno anche i risparmi. Le famiglie, infatti, risparmieranno il 2,9% in più della propria tredicesima pari a 3,7 miliardi di euro, contro i 3,6 miliardi del 2008. La tredicesima destinata ai consumi sarà pari a 26,7 miliardi di euro e registrerà una crescita dell’1% rispetto alla quota di tredicesima del 2008. A calare saranno i consumi aggiuntivi di lavoratori autonomi e da altri redditi che a Natale registreranno una flessione della spesa dell’1,7% pari a 4,3 miliardi di euro. Dei 31 miliardi di spesa complessiva 12,2 miliardi sarà destinata ai negozi registrando una crescita dello 0,1% rispetto alla spesa del 2008. Le altre spese, tra cui (gli alberghi, i viaggi, le auto) cresceranno dell’1%, pari a 18,8 miliardi di euro. I regali che le famiglie sceglieranno saranno in maniera maggiore orientati verso l’abbigliamento, i libri, gli alimentari, il vino e gli articoli sportivi.

Questa la stima dell’Ufficio Studi di Confcommercio che ha presentato i risultati dell’Indicatori dei Consumi per il mese di ottobre e le previsioni per le spese natalizie. Il responsabile dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha sottolineato che “le famiglie sono perfettamente consapevoli che non possono ancora festeggiare l’uscita dalla malattia e dalla recessione”. Secondo Confcommercio, la metà degli italiani è orientata a fare gli stessi acquisti dello scorso anno, mentre un terzo ci rinuncerà parzialmente come già aveva fatto nel 2008. A conferma del fatto che sarà ancora un Natale all’insegna della cautela è il fatto i regali saranno destinati soprattutto ad una cerchia ristretta di familiari.

Per quel che riguarda i consumi di ottobre, l’Icc segnala un aumento dello 0,4% base annua, risultato positivo per il quinto mese consecutivo, ma che va letto con estrema cautela. In termini congiunturali (base mensile), infatti, l’indicatore segnala per il terzo mese consecutivo un arretramento seppure di entità molto modesta (-0,2%)”. “La situazione generale – si legge nel rapporto - pur continuando ad essere caratterizzata da molti elementi di incertezza, legati soprattutto all’evoluzione dell’occupazione, segnala la presenza sempre più diffusa di elementi positivi. L’attenuarsi della fase riflessiva ed i primi segnali di un lento avvio di una fase di graduale uscita dalla recessione trovano riscontro anche nel clima di fiducia delle famiglie e delle imprese rilevato dall’Isae. Nel mese di novembre gli indicatori mostrano una evoluzione positiva del sentiment di tutti gli operatori economici. La presenza di un contesto economico meno negativo rispetto ai mesi precedenti si evidenzia anche dai risultati dell’indagine rapida di Confindustria che segnala, a novembre, un incremento della produzione industriale rispetto al mese precedente dell’1,0% (+1,6% ad ottobre). La tendenza al miglioramento dei livelli produttivi dovrebbe proseguire, stando a quanto rilevato sul versante degli ordini, anche nei primi mesi del 2010”.

Il miglioramento mostrato ad ottobre dall’ICC, rispetto all’analogo mese del 2008, riflette un incremento dei volumi acquistati dalle famiglie sia per i beni che per i servizi. I prezzi dei beni e servizi che compongono l’ICC hanno evidenziato, anche nel mese di ottobre 2009, una tendenza al ridimensionamento (-0,1%). Il dato, che segnala un attenuarsi della tendenza deflazionistica che ha raggiunto il suo massimo nei mesi estivi, comincia a riflettere gli effetti statistici derivanti dal confronto con un periodo di forte decelerazione dell’inflazione. La domanda per beni e servizi ricreativi ha registrato, rispetto ad ottobre del 2008, una diminuzione dell’1,7%.