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Piano sosta: Confcommercio contro metodo e contenuto

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«Confcommercio non condivide le scelte metodologiche e di confronto dell’Amministrazione Comunale sul Tavolo Unico del Commercio e, in particolare, sul centro storico di Reggio: lo abbiamo scritto chiaramente oggi stesso al sindaco Luca Vecchi e agli assessori alla Mobilità e al Commercio»: così dice Paolo Pignoli, Presidente del Comitato Cittadino e Vicepresidente vicario di Confcommercio Reggio Emilia.

«Confcommercio non parteciperà –continua Paolo Pignoli- all’incontro di oggi sulla ridefinizione del Piano della sosta. Abbiamo già ampiamente esposto le nostre posizioni in occasione degli incontri del 9 e del 19 marzo, nonché in una nostra nota a sindaco e assessori al Commercio e alla Mobilità del 24 marzo.»

Posizioni che, com’è noto, si possono riassumere nella contrarietà a qualunque estensione delle limitazioni nel centro storico e viceversa nel chiedere una certa permeabilità, in particolare al sabato. Parimenti Confcommercio ha sempre e fortemente avversato il pagamento della sosta sui controviali di circonvallazione, proponendo l’introduzione del disco orario quale alternativa per favorire la rotazione dei posti auto. Il parere sui prospettati aumenti non può quindi che essere contrario: in termini percentuali si tratta di aumenti oscillanti tra il 20 e il 40 per cento che ampliano ulteriormente il gap competitivo rispetto alle aree commerciali esterne alla circonvallazione. L’efficacia delle misure compensative rappresentate dalla riduzione della tariffa nell’ex Bingo e dalla gratuità dell’ex Gasometro rimane in verità tutta da dimostrare e v’è da dubitare che essa possa concretizzarsi in tempi brevi. Preoccupa inoltre l’applicazione del Piano aria regionale, le cui misure restrittive sulla circolazione delle auto appaiono vessatorie e inefficaci: occorre un quadro di riferimento di più ampia prospettiva, da non distillare attraverso interventi episodici. Sono anzi maturi i tempi per avviare il confronto sulla revisione del Piano urbano del traffico.

«Confcommercio non intende più –conclude Paolo Pignoli- svolgere ruoli di contorno rispetto alla rappresentanza di interessi che sono da considerarsi collettivi e non individuali o semi privati. Le scelte metodologiche e di confronto dell’Amministrazione Comunale su questo argomento evidenziano, nella più favorevole delle ipotesi, un maldestro tentativo di creare una strumentale conflittualità tra Associazioni del commercio, associazioni di via e singoli operatori. Libera naturalmente la Giunta di seguire tale linea comportamentale; altrettanto libero, chi ritiene di non condividerla. Per questi motivi Confcommercio diserterà qualunque altro momento di confronto assembleare su questo argomento, riservandosi di abbandonare definitivamente il Tavolo Unico del Commercio.»