Home News News Elezioni Enasarco, Fnaarc-Confcommercio insieme a tutte le principali associazioni degli agenti sono d’accordo: occorre posticipare il rinnovo degli organi per consentirne il regolare svolgimento

Elezioni Enasarco, Fnaarc-Confcommercio insieme a tutte le principali associazioni degli agenti sono d’accordo: occorre posticipare il rinnovo degli organi per consentirne il regolare svolgimento

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FNAARC, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio di Confcommercio-Imprese per l’Italia, e gli altri principali sindacati nazionali degli agenti di commercio hanno scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri del Lavoro e dell’Economia per sostenere appieno la decisione della Fondazione Enasarco di differire il periodo di svolgimento delle votazioni per il rinnovo degli Organi dell’Ente, originariamente fissato per il 17-30 aprile 2020. Lo comunica il presidente di FNAARC Reggio Emilia, Stefano Peterlini.

Il differimento del periodo di votazione ad un momento successivo alla cessazione dell’emergenza - si legge nella lettera inviata al Governo - è un atto di responsabilità, prima ancora che un doveroso atto di carattere tecnico-amministrativo.

I provvedimenti assunti da Governo e Regioni a partire dal mese di febbraio per far fronte all’emergenza sanitaria hanno di fatto impedito le attività essenziali di informazione, incontro e confronto tra elettori ed eleggibili, attività che sono il presupposto imprescindibile di qualsiasi libera competizione elettorale e del diritto di esprimere un voto consapevole ed informato.

La campagna elettorale per il rinnovo degli organi della Fondazione non ha potuto avere liberamente corso nemmeno per il periodo minimo espressamente stabilito dalle norme vigenti. Non è quindi tollerabile che vengano trascurate le possibili criticità che deriverebbero dall’eventuale scelta di confermare lo svolgimento delle elezioni nel mese di aprile.

Gli aventi diritto al voto, tra agenti e imprese preponenti, sono quasi trecentomila. Una considerevole parte non ha fornito la propria PEC, determinando l’obbligo per la Fondazione di far pervenire circa settantacinquemila certificati elettorali a mezzo raccomandata e presso la sede di lavoro con le implicazioni che è facile immaginare per il rallentamento del servizio postale e le chiusure di sedi.
Oltre a ciò - precisano i firmatari - la quasi totalità delle imprese preponenti, cui spetta l’elezione di un terzo dell’Assemblea, saranno impossibilitate a esprimere il voto fintanto che non terminerà l’attuale situazione di lockdown.

Le Parti Sociali - concludono i sindacati - confidano che la decisione di differimento delle votazioni adottata da Enasarco venga condivisa e sostenuta in ogni sede, in quanto doverosamente adottata a tutela di una competizione elettorale che sia effettivamente partecipata, democratica e che, realmente, non lasci indietro alcun elettore.